Sono giorni bui per la città di Matera. Bui perché oscurati dalla cecità dell'egoismo, dell'oscurantismo della ragione e dal disprezzo dell'onestà intellettuale.
La premessa
Edgeryders è un associazione non governativa fatta da persone che come obiettivo ha quello di usare tecnologie e software avanzati per indurre a facilitare il lavoro delle persone nei territori sfruttando l'intelligenza collettiva.
Dal 25 al 28 Febbraio 2016 si è tenuto a Bruxelles il quinto raduno annuale di Edgeryders (Living on the edge 5, #LOTE5), con l'obiettivo di confrontarsi su diversi temi di attualità e legati a diverse situazioni in atto in diverse parti del mondo: dal problema dei flussi migratori, allo sviluppo di nuove forme di social welfare, all'implementazione di nuovi strumenti per il supporto di comunità emergenti. Il tema principale dell'incontro è stato "Fail #unFail dedicated to failure and how to go beyond it".
All'interno di questa manifestazione non politica, non governativa e totalmente auto prodotta, si è tenuto, tra gli altri, un incontro sulle Capitali Europee della Cultura, sul modello ECoC e su come la cultura possa cambiare il modo di vivere dei cittadini Europei nel momento più difficile che la moderna comunità europea sta affrontando. Un incontro in cui sono stati invitati membri delle città candidate di Galway, Irlanda (candidata per il titolo nel 2020), Bucharest, Romania (candidata per il titolo nel 2021) e, in forma privata e non rappresentativa né del comitato, né della fondazione, né delle istituzioni locali, una rappresentante del lavoro svolto in passato a Matera, città vincitrice del titolo per il 2019. All'incontro ha partecipato anche l'esperto internazionale di Capitali Europee della Cultura Robert Palmer che ha portato sul tavolo la sua esperienza decennale nel settore culturale Europeo.
L'incontro è stato preannunciato diversi mesi prima e aveva l'obiettivo di raccontare le criticità ed imparare dagli sbagli, confrontandosi con le difficoltà di un percorso di candidatura, in modo che le città candidate presenti potessero prendere spunto e migliorare il loro percorso di candidatura a Capitale Europea della Cultura. Hanno partecipato all'incontro persone interessate all'argomento e provenienti da tutto il mondo con l'obiettivo di apprendere come, anche senza un titolo, si potesse agire localmente per creare sviluppo e benessere.
Gli interventi di Ilaria d'Auria sono stati volti a esaudire prevalentemente le domande dei ragazzi di Galway e Bucharest, su cosa significa compilare il questionario di 80 pagine richiesto dalla commissione Europea dedicata, a quali sono state le fasi della candidatura e come attraverso Internet si sia potuta creare ulteriore partecipazione territoriale attorno ad un obbiettivo comune. Robert Palmer, già consulente per il comitato promotore Matera 2019, ha aggiunto altre esperienze vissute in prima persona in questi suoi anni di lavoro con le ECoC. La sua presenza ed i suoi consigli sono stati fondamentali per i rappresentanti di Galway e Bucharest grazie alla creazione di un dialogo costruttivo sui punti di forza e di debolezza di un percorso di candidatura.
Il presunto problema
Prima della sua partecipazione, Ilaria d'Auria ha comunicato la sua presenza all'evento dichiarando come quella presenza fosse rivolta ad aiutare le altre città candidate e a migliorare le loro candidature.
La partecipazione a questo evento da parte di una libera cittadina che, anche con il suo lavoro ha contribuito alla vittoria del titolo ECoC e che ormai da un anno e mezzo non ha più avuto alcun ruolo all'interno del comitato, ha scatenato critiche ed attacchi personali scivolati nella diffamazione, con diversi livelli di intensità, ad iniziare dal direttivo dell'Associazione Matera 2019 per finire, incredibilmente, con le accuse odierne e non meno offensieve del sindaco della città.
Le accuse
Senza chiaramente aver preso coscienza di quali temi si fossero eviscerati all'interno della discussione durante il #LOTE5, senza aver alcun documento, alcuna presenza in loco e alcuna prova di quanto detto durante l'incontro, si è assistito ad una prima pubblicazione da parte dell'Associazione Matera 2019 che accusava Ilaria d'Auria di parlare di fallimento di Matera 2019 in rappresentanza della città e che l'accusava di "tessere trame all'indomani delle elezioni politiche" allarmando Bruxelles del cambio politico in atto in città.
L'associazione continua scrivendo:
"Crediamo sia lecito domandare: è opportuno che punti di vista personali ci rappresentino in termini di "fallimento" già a poco più di un anno dalla nomina a Capitale Europea della Cultura ma soprattutto proprio nel momento in cui iniziano a delinearsi gli strumenti per una partecipazione democratica di tutta la cittadinanza indipendentemente dalle appartenenze? Un punto di vista personale può, in un momento così delicato, avere priorità tale da dover andare in Europa a raccontare il "fallimento di Matera2019", così rappresentato peraltro da chi ha fatto parte del Comitato istituzionale? Con quali conseguenze per l'immagine della città e dell'intero percorso?"
Da questo post si evincono diversi aspetti della questione.
Il direttivo dell'associazione non aveva alcuna base di merito per poter esperime un parere su quanto detto durante l'incontro, ha confuso il fatto che l'incontro fosse nella città di Bruxelles, con il fatto che si parlasse "in Europa", come se l'evento fosse tenuto al cospetto della Comunità Europa o del presidente Juncker che, per coincidenze georgafiche e semantiche, risiedono nella stessa città belga e, infine, ha spacciato una partecipazione a rappresentanza di una intera città con quella a titolo personale. Questo atteggiamento accusatorio e prevenuto, senza alcun fondamento reale, ha prodotto ulteriori commenti accusatori e aiutato a diffondere meschinità, fino ad arrivare addirittura a permettere a qualcuno di scrivere che si stava "sputtanando in eurovisione la nostra città".
Si è continuato quindi con un attacco senza precedenti e senza presupposti.
Nessuno di quelli che hanno mosso attacchi è in grado di poter esprimere un giudizio di merito sulla questione perchè nessuno era presente. Nessuno poteva accusare o puntare il dito contro Ilaria d'Auria perchè nessuno aveva modo di portare al tavolo della discussione fatti concreti, tangibili su quanto detto a Bruxelles, ma il tutto si è giocato sulla pura e cruda diffamazione basata su allusioni e fraintendimenti di chi non ha avuto neanche l'accortezza di informarsi di che tipo di evento si stesse parlando.
La verità, e lo dico perché ero presente insieme ad altre 30 persone che possono confermarlo (e sfido chiunque a smentirmi), è che durante l'evento lo spazio per Matera è stato di non più di 10 minuti e si è dato voce ad una cronologia dei fatti, al lavoro fatto per mettere insieme il territorio, al racconto della giornata della visita dei commissari e alle successive elezioni che hanno portato un cambio nella gestione cittadina.
Con questo attacco è stato messo alla sbarra non solo il buon senso, il buon gusto e l'intelligenza di alcune persone, ma anche un diritto fondamentale: il diritto di rappresentare se stessi in uno scambio di opinioni rispetto a quello che una persona ha fatto nella sua vita privata e professionale. Nessuno può arrogarsi il diritto di vietare qualcun'altro di poter parlare di una propria esperienza chiedendo, come si è sentito da qualcuno, il permesso per poter partecipare o chiedendo di dover "avvisare Matera" dei propri movimenti.
Qui si è posto il dubbio sul diritto insindacabile di ciascuno di professare liberamente il proprio pensiero e si è proceduto con diffamazioni basate su opinioni oltretutto inconsistenti. E questo è il primo approccio scorretto attinente perlopiù a materie giuridiche.
Il secondo, ben più grave, ben più gretto, più becero e spregevole atto è stato portato avanti colpendo personalmente una persona che non solo ha contribuito al successo (non fallimento) di una intera comunità, ma che dopo la vittoria ha accettato un lavoro in un altro settore ed in un'altra nazione lasciando gestire la vittoria a chi doveva farlo. Si è colpita la dignità umana in maniera indegna accusando di "tessere trame" e "complottare" contro persone che si dicono essere fuori dalla ricerca di ogni tipo di vantaggio personale, ma alla ricerca del bene collettivo.
"in un momento così delicato nessuno ha il diritto di anteporre visioni e prospettive personali al bene comune: un conto è lavorare e difendere delle idee e dei contenuti, altro lavorare allo sfascio" Dicono i membri del direttivo dell'associazione Matera 2019 nel loro secondo post.
Eppure una campanella a qualcuno dovrebbe suonare quando leggendo i nomi dei firmatari di questi due appelli alla ricerca del bene comune e lontani dalla ricerca di personali riconoscimenti, si possono ritrovare alcuni degli stessi nomi visti nelle liste elettorali durante le scorse elezioni. È davvero incredibile constatare quanto sia facile riempirsi la bocca di belle parole e contemporaneamente gettare ancora una volta da parte la propria credibilità personale. Bisognerebbe a mio avviso farsi un grande esame di coscienza e chiedersi chi tra le parti in causa sia davvero alla ricerca di un qualche tipo di riconoscimento personale all'interno di questa vicenda, utilizzando per i propri interessi ed in maniera meschina persone ormai estraneee ad ogni logica localista e campanilista.
Ma la goccia che ha fatto traboccare questo vaso di ipocrisia e disprezzo gratuito è arrivata oggi, nonostante la questione la si fosse con amarezza voluta chiudere ieri proprio in virtù di quel deturpato bene comune.
Il sindaco smemorato
Dopo il pubblico commento di oggi del Sindaco di Matera, mi viene difficile non provare vergona per quello si sta operando sotto gli occhi di una città inerme…inerme come il sindaco che la rappresenta che non solo sta dimostrando a tutti la sua incapacità di governare avendo prodotto meno di nulla in un anno di governo, ma evidentemente preso più a commentare cose che non conosce e di cui non ha alcun tipo di solido fondamento, piuttosto che impiegare il suo tempo per portare avanti una città che sta crollando sotto l'immobilismo della sua direzione.
Il sindaco non fa in tempo ad iniziare il suo commmento che già si macchia del peccato di ignoranza e malafede. A questo punto della storia Ilaria d'Auria diventa addirittura "Presunta rappresentante della Fondazione". Il sindaco quindi approfitta liberamente della situazione di disinformazione aggiugendo un carico ulteriore di accuse personali senza fondamento e girando la discussione su qualcosa che non solo non è mai comparso nel dibattito in corso, ma evidentemente gli fa gioco per poter sostenere le scelte di reimpasto che saranno compiute a breve negli organi legati alla fondazione Matera 2019.
"La gratuita denuncia di fallimento di Matera 2019 è partita, quindi, dalla voce stizzita di un personaggio che ha ignorato le sue precise responsabilità nella costruzione di uno statuto privo di operatività giuridica. Ma come è noto — conclude il sindaco — nella comune valutazione dei fatti, il tempo sarà galantuomo".
E qui, in questa chiusura, il sindaco "galantuomo" costruisce il capolavoro di reorica e si erge e direttore dell'orchestra di ipocrisia che suona sotto la sua ombra. Non solo costruisce un intervento su informazioni che non possiede e senza alcun fondamento, ma riesce addirittura ad accusare una persona che non ha niente a che fare con la città e con lo statuto della fondazione, di ignorare precise responsabilità nella costruzione di uno statuto privo di operatività giridica di cui lui, in quanto avvocato, sindaco e presidente stesso della fondazione, era a conoscenza da tempo.
Forse al sindaco bisognerebbe ricordare quando fin dall'inizio anche lui, in qualità di "saggio", è stato coinvolto nel processo di costruzione di quella candidatura, di quello statuto, di quel percorso. Bisognerebbe ricordare al sindaco che ci sono le sue firme sul dossier che lui stesso si è tanto prodigato a distruggere una volta eletto. Che alle riunioni in cui si sono scelti dal direttore artistico a tutto il resto, c'era anche lui e anche lui ha votato.
Al sindaco bisognerebbe ricordare che Ilaria d'Auria era accanto a lui nella prima audizione al Ministero della Cultura per la difesa del primo dossier. Al sindaco bisognerebbe ricordare che chi ha ignorato precise responsabilità, soprattutto morali, è proprio lui quando, una volta ottenuta la nomina, non solo si è dimesso dal suo ruolo all'interno del comitato scientifico, ma ha iniziato a remare contro le stesse persone e gli stessi dossier che lui stesso aveva contribuito a scrivere e, mentre qualcuno era a cercare lavoro altrove perchè riteneva compiuta la sua missione a Matera, l'avvocato De Ruggeri annunciava la sua candidatura a sindaco della città che oggi governa.
Caro sindaco il tempo è stato già galantuomo e ci ha giù mostrato come sono andati i fatti. Questo vale per lei e per tutti quelli che oggi predicano false accuse macchiate di infamia nei confronti di persone che, al contrario vostro, portando a termine il loro compito, si sono messe da parte sia politicamente che geograficamente.
I fatti, caro sindaco, sono sotto gli occhi di tutti. Lo stallo della fondazione che lei attribuisce ad una incompatibilità legislativa è ben lungi dall'essere legata alla giurisprudenza. Perché nonostante quella incombatibilità fosse presente anche prima della sua vittoria elettorale, la città quel titolo è riuscito a vincerlo. Se qualcosa sta bloccando quella fondazione non è certo la burocrazia, caro sindaco, ma la politica. La politica che lei stesso ha contribuito ad ostacolare a più riprese mettendosi contro ciò che lei stesso aveva proposto prima della vittoria come firmatario.
Questo suo atteggiamento non solo ha provocato immobilismo e stallo nell'esecusione delle prerogative che hanno portato questa città alla vittoria, ma ha dimostrato oltretutto una sua continua attenzione a logiche da cui dice di essere lontano. E tutto questo mentre la città vive nello stallo completo grazie alla sua incapacità di governare e grazie ad una giunta costantemente sull'orlo di un'implosione.
Questo è il vero fallimento caro sindaco. Questo è il fallimento più profondo, il fallimento che ogni lucano oggi può manifestare da casa propria guardando quello che succede e quello che non succede in una "oggettiva e comune valutazione dei fatti". Altro che una chiacchiera informale in qualche dibattito a 2000 km di distanza da Matera.
Questa situazione è sotto gli occhi di tutti e Bruxelles c'entra poco in questa storia. Lei che la piazza la bazzica, farebbe bene ad ascoltare meglio i mal di pancia dei materani. Perché qui è lei il principale imputato, insieme a qualche suo "segreto" alleato potentino. E scaricare le vostre mancanze e le vostre responsabilità addosso ad una persona che dopo aver contribuito alla vittoria di questo titolo si è fatta da parte, non solo dimostra che probabilmente lei è l'ultima persona a poter parlare di galanteria, ma che il tempo ci ha già dato dimostrazione di quello che ha fatto e di quello che non ha fatto.
Oggi lei ha dato ulteriore prova del suo contribuito al vero fallimento di questa vittoria. Il fallimento della morale, dell'onestà intellettuale, del rigore e del rispetto delle persone. Del rispetto del lavoro, del riconoscimento del sacrificio portato avanti da chi non ha più nulla a che fare con questa storia. Con il disprezzo delle opinioni diverse dalle sue, con la sua incapacità di guardare con oggettività i fatti, di utilizzare il suo ruolo istituzionale per attaccare chi invece meriterebbe solo lodi da un primo cittadino.
Per questo, caro sindaco, sarebbe opportuno che quantomeno si scusasse pubblicamente per aver contributito da prima istituzione cittadina a mettere alla gogna una persona che era accanto a lei e più di lei a combattere per questa vittoria. Sarebbe opportuno che si scusasse pubblicamente perchè in quanto istituzione ha accusato qualcuno di un reato morale mai commesso e lo ha fatto presumendo, non approfondendo, e certamente senza alcun basamento concreto da cui porre le sue accuse se non il piedistallo di cristallo che lei stesso si è contribuito a costruire con l'arte della retorica e che si sta lentamente sgretolando sotto i suoi piedi.
Perchè se non lo farà dimostrerà che sta contribuendo a gettare nel buio della ragione e nel fango dell'ipocrisia la città che dice di amare così tanto, stralciando per sempre l'istituzione morale che dovremmo porci come obiettivo primario e che, invece di costruire una società migliore, costruisce oggi feroci moralisti senza scropoli la cui ferocia è superata soltanto dalla loro profonda stupidità.
#openfailure