Giugno e Novembre sono i mesi più importanti per la gente delle mie latitudini. Sono i mesi del raccolto.
Il primo è il tempo in cui si miete il grano. Il secondo è quello della raccolta delle olive. In entrambi i casi, il giallo è il colore dominante. E non poteva essere che quello il colore del nostro oro.
A Novembre le famiglie si riuniscono, soprattutto nei paesi della provincia, per la raccolta delle olive. Ed è un momento di unione e lavoro nei campi.
La mia non faceva eccezione. Quando ero più piccolo però, la tradizione era consolidata e la raccolta veniva fatta usando solo reti, scale e rastrelli. Io ho diverse immagini della raccolta perché di raccolte ne ho viste tante. E a diverse età.
Mi ricordo scorrazzare tra i campi attorno alle reti, facendo gli slalom tra le scale appoggiate sugli alberi da cui spesso arrivano urla minacciose che intimidivano me, mio fratello e qualche mio cugino, volte a farci intendere di non calpestare le olive appena raccolte.
Così come ricordo il giorno in cui scorrazzando tra i fichi d’india vicino un piccolo dirupo, trovai la muta intatta di un serpente che mio nonno materno mi propose di portare a scuola per farla vedere ai compagni di classe. Consiglio che seguii avvolgendo la muta negli scottex del panino, prendendomene cura come fosse un tesoro scoperto seguendo la più rara delle mappe trovate per caso in un enorme sarcofago abbandonato dentro una polverosa soffitta.
O ancora un flash, poi, in cui mi ricordo addormentarmi nel nostro trullo accanto ad una montagna di olive raccolte e riposte lì dentro, mentre il resto della famiglia continuava la sua raccolta.
A Novembre faceva già freddo, nonostante le timide giornate di sole, ma c’era molto calore in tutto quello stare insieme tra la foschia di quelle campagne e le fronde pendenti degli ulivi carichi di frutti.
L’odore pungente delle olive, insieme al loro sapore amaro, ancora mi tornano alla mente come succede con il profumo tagliente di una donna che ti ha fatto battere il cuore, perché ancora una volta mi ricordano una famiglia unita nel fare qualcosa per se stessa.
Ad ottobre, le olive nocche -o olive dolci- sono già mature. E a seconda della qualità si possono già usare per preparare una delle ricette più classiche, più povere, ma gustose che ci siano.