Il silenzio ha una melodia unica da queste parti.
Dietro quell’apparente assenza di suono c’è la bellezza ancestrale di questo luogo magico: lo stridìo delle rondini o dei falchi, una nota che arriva dai balconi spalancati del conservatorio, una porta che si chiude, il sussurro della città sul piano, lo scorrere dell’acqua del torrente, le campane delle mucche che vi pascolano o il gracchiare delle rane che ci abitano.
Ma c’è un silenzio che più di tutti appartiene a questa terra. È quello ininterrrotto dall’infinito canto delle cicale e dei grilli che festeggiano i raggi caldi del sole del Sud. E quando la notte scende, rinfrescando l’aria e dando tregua a uomini ed animali, quel suono diventa tutt’uno con la pietra che lo riflette, unendo l’anima della città con quella di chi ci vive, come accade nel ventre materno che accoglie la vita.
E quando sarete alla ricerca del sonno in una notte infinita d’estate, con la luna che entra impavida dalla finestra lasciata aperta per accogliere il fresco, siate sicuri di ritrovarvi in sogni cosparsi dell’odore del timo e della Murgia, il palcoscenico dove l’orchestra dei grilli accorda i suoi strumenti dall’inizio dei tempi.
Matera è un invito al silenzio delle voci umane, perché la voce del vento racconta di continuo da dove viene, e carica di odori, ci dice tutto quello che ha visto.