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Appunti di vita

Torino è casa mia

Torino · settembre 2018
Torino dal monte dei cappuccini
Torino dal monte dei cappuccini

“Torino è casa mia” scriveva quasi quindici anni fa Giuseppe Culicchia.
Ma Torino è anche casa mia, perché delle 11 città in cui ho vissuto è quella in cui ho passato più tempo dopo Matera.
Perché ne conosco ogni sfaccettatura. Ne conosco il ritmo, le strade che giro in lungo e in largo senza navigatore. Ne conosco gli umori, gli odori, i colori, i quartieri, i vicoli, le scorciatoie, i sottinteso tra le righe delle domande della gente, le cose brutte e le meraviglie nascoste. So dove andare a bussare di notte per avere una brioche calda appena sfornata e so dove godermi i glicine in fiore sulle sponde del Po a primavera.
Ne conosco il carattere e la provincialità nascosta dei suoi abitanti in perenne competizione con una Milano che guarda altrove, ma che non avrà mai quel portamento sabaudo d’altri tempi che rende Torino inevitabilmente elegante.
È uno di quei posti in cui arrivando sento una sensazione di sicurezza, il che la fa sentire anche casa mia. Una casa dove le cose non cambiano troppo, così che ci si possa sentire sempre a proprio agio ogni volta che ci si torna.
È uno strano rapporto quello che ho con la capitale sabauda.
D’altronde tutta la Lucania ha un filo rosso più o meno esplicito che la collega al Piemonte. Un nord fatto di una storia industriale che senza sud non si sarebbe mai potuto sviluppare. Ed un sud che senza quel nord non sarebbe quello che è.
Torino e Matera sono connesse da tempo in un moto perpetuo che attraversando l’Italia esprime le radici e i percorsi di generazioni che ne hanno segnato le sorti.
E non importa quale accento hai. L’importante é che quando ci si arriva, si possa dire di essere tornati a casa.

La prossima
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adesso

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